Parte 1a

by Naru-chan

Note:

1) ho usato i nomi originali tranne che per i protagonisti per i quali ho preferito i nomi americani (Serena & Darien) soprattutto per l'assonanza tra Serena e Serenity e al posto di Usako come nomignolo ho usato Bunny. Inoltre ho utilizzato il nome italiano di Nephrite... per il solo motivo che Nevius mi piaceva maggiormente

2) la storia si avvia nel XXX° secolo anche se lo spunto nasce dalla prima serie dell'anime... ma non è detto che non mi sia lasciata influenzare da elementi letti qua e la tra i riassunti del manga o le tante fanfiction lette!!

3) siate clementi ^_^

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(Cristal Tokyo)

Sulla Terra governata dalla Neo Regina Serenity e da Re Endymion la pace regnava ormai da lungo tempo. I sovrani erano molto amati dalla gente, e una parte importante dei loro doveri era di rappresentanza. Così quella sera, come tante altre, il salone era inondato di luci e decorazioni, un'orchestra suonava lente e antiche melodie sulle cui note, dame in abito da sera e cavalieri altrettanto eleganti, danzavano, mentre gruppi di diplomatici discutevano tra loro in attesa di poter parlare con il re che in quel momento sedeva sul trono accanto alla regina. Serenity lasciò vagare lo sguardo nella sala fino a quando non scorse la Piccola Lady, ormai cresciuta, ballare stretta al suo amato Elios. I giovani innamorati sembravano persi in un mondo tutto loro e la regina sorrise lieta per la gioia della sua unica figlia. Poi si volse verso l'uomo seduto accanto a lei e il sorriso si trasformò in un sospiro. Endymion aveva i segni della stanchezza sul viso. Lavorava troppo, giorno e notte. Negli ultimi tempi si era addirittura trasferito a dormire in un altra stanza per non disturbarla quando si alzava all'alba o quando, era a quell'ora, dopo aver lavorato tutta la notte, si decideva a coricarsi. Osservandolo attentamente si accorse per la prima volta che qualche filo grigio aveva cominciato ad apparire tra i suoi capelli nerissimi. Il lavoro era stato sempre importante per lui, ma adesso stava esagerando. Avrebbe voluto dirglielo, fargli capire che si sentiva trascurata e infelice ma quello non era il momento adatto così si limitò a una più banale domanda - Endy, non avresti voglia di ballare? 

Lui si volse appena mentre rispondeva - scusami, non ho ancora parlato con i rappresentanti dell'Europa e domattina devo presiedere una riunione - poi si alzò e si avvicinò ad un gruppo di diplomatici per allontanarsi dal salone con loro. 

Serenity sospirò, delusa. La sua attenzione venne catturata ancora una volta dall'immagine di Chibiusa ed Elios che si sorridevano con occhi colmi d'amore. "Anche noi siamo stati così, ma è passato così tanto tempo. Avevamo così tanti sogni ed eravamo disposti a dare la vita uno per l'altro. Oh, Endy, perché ti sei allontanato da me? E' l'abitudine che ha indebolito il nostro amore? Siamo stati così innamorati nel Silver Millennium. Ma quando ci siamo incontrati nuovamente cosa ha risvegliato l'attrazione tra noi? Amore o l'eco del passato?" 

- maestà... - i pensieri della regina vennero bruscamente interrotti dalla nuova venuta 

- Pluto, qualcosa non va? 

- stavo per farvi la stessa domanda. Siete rimasta per diversi minuti come assente - rispose con un lieve sorriso carico di comprensione per la sua regina 

- stavo solo pensando - rispose con un sorriso che però non raggiunse gli occhi. 

Poi alzandosi, aggiunse - sono un po' stanca, andrò a riposarmi  

- buonanotte Serenity - rispose la guardiana del tempo e rimase pensierosa ad osservare la regina che si avviava verso l'ala privata del palazzo. 

Pluto sapeva cosa angustiasse Serenity. Aveva notato come il re fosse sempre troppo impegnato e lei trascorresse troppo tempo in solitudine persa nei suoi pensieri. In effetti era venuta sulla Terra proprio per questo, Una nuova minaccia si stava avvicinando e avrebbero dovuto essere uniti per sconfiggerla. La regina doveva ritrovare la fiducia in se stessa e nel suo compagno, ma come? 

Nel frattempo Serenity si era ritirata nella sua stanza e si stava preparando per la notte. Seduta davanti allo specchio stava sciogliendo i lunghissimi capelli argentei che una volta liberi cadevano sul pavimento come un manto. Ricordava di averli tagliati in un tempo che ormai sembrava un'altra vita ma erano ricresciuti talmente in fretta che non aveva più tentato di cambiare pettinatura. Persino quello le era negato dal destino, pensò con rabbia. Nemmeno il taglio dei capelli era qualcosa che avesse potuto decidere, tutto era sempre stato prefissato per lei. Endymion, la Piccola Lady, le Guerriere Sailor, lei stessa... tutti loro erano stati vittime di una scelta compiuta per loro dalla Regina Serenity nel Silver Millennium. Sua madre. "Ma lo aveva fatto per noi, Per darci una seconda possibilità. Perché avessimo un futuro. Non posso prendermela con lei se non sono soddisfatta della mia vita" 

Alcuni giorni dopo la regina si diresse allo studio di Endymion di buon mattino, sicura che lo avrebbe trovato al lavoro. Aprì la porta senza bussare e come si aspettava trovò il marito intento a leggere un documento. Alzò gli occhi dai fogli per vedere chi era entrato, poi riprese a studiare i suoi documenti come se niente fosse. 

- Posso parlarti? - gli chiese con voce titubante avanzando verso di lui 

- non puoi aspettare l'ora di pranzo? - fu la risposta data con voce distratta 

- Endy... non puoi prenderti una pausa? 

- se è una cosa urgente... sentiamo... - rispose lui togliendosi gli occhiali e sospirando guardandola negli occhi. 

Per un attimo lei rimase ipnotizzata da quegli incredibili occhi blu e dal ciuffo di capelli neri come l'inchiostro che gli era caduto sul bel viso. Avrebbe voluto avvicinarsi e accarezzare quei capelli ma qualcosa glielo impedì. Prese fiato e parlò precipitosamente 

- pensavo che dovremmo prenderci una vacanza e allontanarci un po' dal palazzo... 

Lui la guardò come se fosse una bambina capricciosa e poi, con un tono condiscendente le disse - Serenity, lo sai che abbiamo degli obblighi e non possiamo semplicemente andarcene come se niente fosse.

Lei lo interruppe con voce supplicante - solo per qualche giorno, ti prego! 

- no, non è possibile. Ed ora scusami, ma ho veramente da fare. 

Endymion si rimise gli occhiali e riprese la lettura dei documenti che aveva sulla scrivania, ignorandola. Lei uscì dalla stanza in silenzio e riuscì ad arrivare nel giardino prima di lasciarsi andare a un pianto disperato. "Non gli importa più niente di me. Forse non gli è mai importato niente, forse mi ha sposata solo perché sarebbe diventato re. Vorrei non aver mai scoperto di essere la reincarnazione della principessa della Luna... Se solo fosse possibile ritornare indietro ed evitare quella strada. Come vorrei una vita normale senza combattimenti, senza mondi da salvare, tornare ad essere solo Serena Tsukino. Arrivare a scuola in ritardo, prendere dei brutti voti nei compiti in classe, innamorarmi di qualcuno che ci tenesse veramente a me e non per il riflesso di un passato orribile... " 

La regina spossata dalle lacrime versate si era infine addormentata su una panchina. Poco distante nell'ombra, una guerriera solitaria la osservava: "Serenity, puoi provare a sfuggire al tuo destino, se è quello che desideri, ma il prezzo da pagare è più caro di quel che immagini. Verrò punita per questo, ma non importa se supererai questa prova...." 

Pluto levò in alto il bastone e si concentrò. Una luce scaturì dal suo talismano e investì la regina che scomparve davanti ai suoi occhi. "Spero di rivederti presto, Serenity" mormorò la guardiana della porta del tempo prima di allontanarsi.

 @>-->-- (XX° sec) 

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNN 

Serenity socchiuse gli occhi confusa. Era a letto ma non ricordava di esserci andata. Li aprì del tutto e quello che vide glieli fece sgranare completamente: quella non era la sua camera! O meglio quella era la sua camera di adolescente, con la trapunta con i coniglietti e i pupazzi sparsi ovunque! "Sto sognando! Mi sono addormentata desiderando tornare ai miei spensierati 14 anni ed eccomi qui. E' incredibile!" 

All'improvviso una voce la scosse - Serena! Vuoi deciderti ad alzarti? Farai di nuovo tardi a scuola! 

"Mamma!" Scostò la trapunta e si alzò, fermandosi davanti allo specchio. I capelli erano una cascata d'oro e il corpo che vedeva riflesso era quello di un'adolescente, con indosso un pigiama rosa con stampati dei coniglietti bianchi. Lo sguardo le cadde sulla sedia. Ben piegata c'era la sua divisa scolastica delle medie. La gonna azzurra e la blusa bianca con il colletto alla marinara del colore della gonna e un fiocco rosso, dove di solito attaccava la spilla che le permetteva di trasformarsi in Sailor Moon. Ma non c'era nessuna spilla e guardandosi attorno nella stanza, non vide traccia di Luna. "non può essere che un sogno! Sono nel XX° secolo e libera dai miei doveri di regina e guerriera sailor!" 

- Serena! 

Si volse e vide una giovane donna con i capelli blu. Le era mancata così tanto! 

- mamma! - gridò buttandovisi tra le braccia 

- Sere, cos'hai? - le chiese la donna preoccupata, mettendole una mano sulla fronte - non hai febbre, stai cercando di evitare un compito in classe? 

- oh, no, mamma! Sono solo felice. Mi preparo in un attimo! 

E si affrettò a vestirsi indossando la divisa. Poi scese le scale di corsa, passò dalla cucina dove prese un toast e correndo uscì di casa borbottando un saluto "E adesso a scuola! Non vedo l'ora di rivedere Naru, gli altri compagni e persino la signorina Haruna... non avrei mai pensato che mi sarebbe piaciuto tornare a scuola!!" 

- Serena! aspettami! 

Si volse e sorrise alla ragazza che le correva incontro, i capelli rossi trattenuti da un fiocco dello stesso color del mare degli occhi. Naru. La sua migliore amica d'infanzia, l'unica vera amica che non avesse niente a che fare con le guerriere, e che pure era rimasta coinvolta nella guerra contro Beryl. Naru che aveva così sofferto quando Nevius le era morto tra le braccia. Quante volte si era accusata per quella morte? Per lei Nevius era stato il nemico da combattere e solo troppo tardi aveva tentato di salvarlo. In seguito Naru aveva dimenticato gli avvenimenti legati al Dark Kindom, come tutti del resto, ma Serenity ricordava e il senso di colpa non l'aveva mai abbandonata. 

- Hey, Sere! Cos'hai oggi? 

- eh? - l'amica l'aveva bruscamente strappata ai suoi pensieri. 

- sei sicura di stare bene? - le chiese Naru preoccupata 

- oh, certo... credo di aver dimenticato il pranzo... - rispose dicendo la prima cosa che le passò per la mente 

- divideremo il mio, allora! Hai fatto i compiti di inglese? 

Serenity cadde dalle nuvole - i compiti di inglese? "adesso ricordo perché odiavo tanto la scuola!" pensò tra se mentre entrava in classe 

- Serena Tzukino! Era da tempo che non arrivavi in orario! 

Serena alzò lo sguardo e incontrò quello sconvolto della sua insegnate, Miss Haruna. Ma finì lo stesso in punizione per non aver fatto i compiti così la regina Serenity si trovò dopo la fine delle lezioni sola dentro l'aula, a coniugare verbi in inglese, chiedendosi quanto ancora quel sogno sarebbe durato. Fuori dalla scuola c'era un caldo sole e Serenity decise di fare una passeggiata fino al parco prima di tornare a casa. Prima di arrivarci però vide il Crown Game Center e non poté resistere alla tentazione di fermarcisi per salutare Motoki, un altro dei suoi amici "normali" che ricordava con affetto. 

La campanella tintinnò annunciando la sua entrata e un alto ragazzo biondo si volse a salutarla caldamente - Ciao Sere, come va? 

- uhmm, bene, grazie. 

- prendi qualcosa? Offro io 

- oh, grazie. Mi piacerebbe uno dei tuoi shake al cioccolato allora, mi sono mancati...- rispose lei sedendosi su uno degli sgabelli davanti al bancone 

- davvero? ma se vieni quasi tutti i giorni! - la canzonò affettuosamente l'amico, poi si volse per prepararle lo shake. 

Intanto Serenity si guardò attorno, cercando con lo sguardo il videogioco di Sailor V... "eccolo, al solito posto! Ma se c'è il gioco allora c'è Venus! Ma allora... potrei incontrare Luna e poi Ami e le altre... No! Non voglio rivivere tutto questo! Non voglio incontrare nessuna delle guerriere!" Sconvolta da quel pensiero corse fuori dalla sala giochi senza nemmeno sentire i richiami di Motoki e corse, corse, corse, fermandosi solo quando rimase a corto di fiato e si buttò sull'erba, respirando affannosamente, con le lacrime agli occhi. "nemmeno in sogno posso sfuggire al destino allora? ma è davvero solo un sogno, questo? E' sera ormai, possibile che un sogno possa durare così a lungo? Non posso certo essere tornata indietro nel tempo, solo Pluto potrebbe farlo..." Il pensiero le si bloccò nella mente. Pluto era a palazzo. Ma no, non poteva averlo fatto, viaggiare nel tempo era vietato e Pluto era la guardiana della porta, non avrebbe mai contravvenuto alle regole. O si? Se avesse pensato che fosse necessario sarebbe stata capace di trasgredire incurante della punizione che l'avrebbe aspettata. 

- Pluto, cosa mi hai fatto? - gridò Serenity rivolta al cielo mentre apparivano le prime stelle della sera. 

Quando si decise a rincasare era molto tardi. Cominciò ad avviarsi verso le scale quando una voce la chiamò - signorina, credo che tu ci debba delle spiegazioni! 

Seppe subito che si trattava di suo padre e si avviò verso la voce con il cuore che le batteva forte per l'emozione. Per quanto potesse essere doloroso rivivere il proprio passato rivedere i genitori e gli amici di allora era qualcosa per cui poteva valerne la pena. 

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Serenity correva, di nuovo in ritardo per la scuola, quando alcune voci di bambini attirarono la sua attenzione. Stavano importunando un gatto nero, con un cerotto sul capo. "Luna!" 

- Hey, smettetela subito! - gridò loro e questi si allontanarono di corsa. 

Si avvicinò alla gatta che quando la vide tendere la mano cercò di graffiarla Ridacchiando Serenity borbottò - bell'ingrata che sei! - e le tolse il cerotto che nascondeva, come ben sapeva, una macchia a forma di mezza luna con le punte verso l'alto. 

La gatta la guardò per un istante negli occhi, con curiosità. Ma già Serenity si era tirata su e stava correndo verso la scuola in fuga dal destino. "Scusami Luna, ma non voglio diventare di nuovo Sailor Moon, non voglio rivivere tutto quell'orrore. Non voglio essere forte, se mai lo sono stata ormai voglio solo nascondermi in un angolo e illudermi che la mia vita sia stata solo un brutto sogno. Se davvero Pluto mi ha rimandata indietro nel tempo vuol dire che ho un'opportunità per cambiare il destino. E la voglio usare." 

Più tardi, dopo la scuola, accompagnò Naru al negozio di sua madre, dove si stava svolgendo una vendita promozionale. L'amica cercava di tirarle su il morale dopo il disastroso risultato del compito in classe di matematica, ma Serenity non l'ascoltava, persa nei suoi pensieri. "dovessi rivivere gli anni della scuola all'infinito, non riuscirei mai a capire algebra!!!" pensava sconsolata mentre, dopo aver lasciato Naru, si avviava verso casa con il compito in mano. Erano due giorni che si trovava nel XX° secolo e aveva già preso 2 pessimi voti, ma per quel 30 mamma Ikuko non gliel'avrebbe fatta passare liscia, ne era certa. 

In un impeto di rabbia accartocciò il foglio e stava per tirarselo alle spalle quando un ricordo si formò nella mente, bloccandola. Si volse a guardarsi attorno. La strada era quasi deserta a parte per un ragazzo che si stava avvicinando. Indossava pantaloni chiari e una giacca verde sopra una polo nera. A Serenity si era bloccato il respiro. Lui ancora non l'aveva vista e poté osservarlo a suo piacere. Era alto e bellissimo, come sempre, con i capelli neri come l'inchiostro che gli cadevano disordinatamente sul viso nascondendogli gli occhi. Occhi blu come la notte anche se in quel momento non poteva vederli. 

- Endymion... - le sfuggi dalle labbra e lui, ormai a pochi passi abbassò il viso per guardarla negli occhi 

- scusa? - disse piano con voce profonda 

Lei rimase imbambolata per un attimo, sprofondata nei suoi occhi, poi balbettando cercò una risposta - scusa, io... credevo fossi... qualcun'altro - e scappò via. 

Senza accorgersi dello sguardo del ragazzo che con un lieve sorriso sulle labbra la osservò fino a quando la sua esile figuretta non scomparve. 

"Endymion... no, Darien. E' questo il tuo nome adesso: Darien Chiba... alla fine in qualche modo ci incontriamo sempre, non è vero? Questa volta non ti ho tirato in testa il mio compito e tu non mi hai ancora chiamata testolina buffa ma adesso cominceremo a picchiarci dentro agli angoli di strada e a litigare... E innamorarci? E se invece io riuscissi ad evitarlo? Se ti ignorassi?" Pensare al ragazzo così simile all'uomo che aveva lasciato a Cristal Tokyo era troppo doloroso, per un attimo si chiese cosa stesse facendo Endymion adesso. Ma non voleva soffermarsi su quei pensieri e così appena arrivata a casa si rifugiò nella sua stanza e si appisolò sul letto. 

A svegliarla di soprassalto fu qualcosa che le toccava la faccia, aprì gli occhi e si trovò faccia a faccia con una gatta nera. 

- Ah, ti sei svegliata finalmente! Serenity si alzò di scatto, facendo cadere a terra Luna 

- ahi! stai più attenta! 

"cosa faccio adesso? Luna è venuta a trasformare una ragazzina goffa e immatura in una guerriera e in una principessa. E io non voglio! Non posso..." Allora decise. Fece una faccia spaventata e gridò - mamma! aiuto! c'è un gatto in casa! 

- hey, calmati non ti voglio fare del male! - provò a dirle Luna ma ormai la giovane si era avviata verso la porta e stava correndo sul pianerottolo impedendole di compiere la sua missione. 

Con tutto il trambusto che la ragazza aveva inscenato non le restò che uscire dalla finestra com'era entrata e andare a cercare le altre guerriere. 

(Cristal Tokyo) 

Endymion stava lavorando nel suo studio come al solito quando, un gruppo di donne urlanti entrò senza bussare. Guardandole, lesse l'agitazione sui loro volti e capì che era successo qualcosa di grave. Ma parlavano tutti assieme e l'unica cosa che riuscì a comprendere fu il nome di sua moglie 

- calmatevi! - ordinò bruscamente - Mars, cosa è successo a Serenity? 

- non riusciamo a trovarla da nessuna parte, sembra scomparsa! 

- ma è impossibile! Mercury, cosa dice il tuo computer? 

- mi spiace, non trovo traccia della regina in città. 

- doveva forse recarsi da qualche parte e ve ne siete dimenticate? 

- no, abbiamo controllato la sua agenda e non aveva nessun impegno in questi giorni. 

- ma non può essere sparita così, deve trovarsi da qualche parte. Il computer può controllare solo entro i confini di Cristal Tokyo? 

- il suo raggio d'azione è il sistema solare, ma ancora non ha trovato traccia di Serenity Mars si rivolse al re chiedendogli - quando l'avete vista voi, l'ultima volta? 

Endymion dovette pensarci su un po' prima di rispondere - mi sembra due o tre giorni fa. Era venuta a parlarmi qui, nello studio... "e non le ho dato ascolto" aggiunse tra se, rendendosi conto all'improvviso del distacco con cui l'aveva trattata negli ultimi tempi. 

Un beep giunse dal computer di Mercury e tutti si volsero verso di lei per conoscere il risultato della sua ricerca 

- è strano... non rileva alcuna traccia della regina in tutto il sistema solare... 

- forse è rotto - provò a dire Jupiter 

Una nuova voce rispose per Mercury - no, il computer funziona benissimo ma la regina non è qui 

- Pluto! - esclamarono in coro le guerriere alla vista della loro compagna più schiva e solitaria 

- dov'è Serenity? cosa le è successo? - le chiese direttamente Endymion 

La donna lo guardò negli occhi, leggendovi dentro la preoccupazione 

- la regina sta bene, non c'è nulla di cui preoccuparsi. Il suo viaggio era necessario 

- dov'è andata? perché non riusciamo a trovarla? 

- perché il suo è un viaggio nel tempo, non nello spazio. 

- allora sei stata tu! Perché non ce lo hai detto subito? - chiese Mars 

- dove l'hai mandata? - aggiunse Venus 

Pluto rispose continuando a fissare Endymion - sono passati 3 giorni prima che le sue guardiane se ne accorgessero. quanto ancora sarebbe trascorso, mio re, prima che foste voi a scoprirlo? 

Lui abbassò lo sguardo, incapace di confrontarsi con la verità che Pluto gli stava mostrando. Era sua moglie, era il suo amore di una, due, troppe vite per contarle, e lui semplicemente se n'era staccato. - dov'è? - chiese con un filo di voce.

- nel XX° secolo, alla ricerca di un modo per cambiare il suo destino 

(XX° sec) 

Serenity aprì gli occhi. Ogni mattina temeva e sperava di svegliarsi nel suo grande letto a Cristal Palace e non sapeva mai se era delusa o felice di trovarsi ancora nella cameretta disordinata e piena di colori dei suoi 14 anni. Diede un'occhiata all'orologio a forma di coniglio che stava sul comodino e balzò fuori dal letto. Nemmeno in mille anni aveva imparato a svegliarsi per tempo! Si vestì, scese di corsa le scale e uscì mentre la mamma le gridava di tornare indietro a far colazione. 

Poi si avviò a scuola, cercando di stare bene attenta a non picchiare dentro a nessuno. Arrivata in ritardo come al solito, si accorse solo durante l'intervallo dell'assenza di Naru. Umino, un loro compagno di classe, la fermò in corridoio 

- hey, hai sentito cos'è successo ieri sera al negozio della signora Osaka? 

- la mamma di Naru? - chiese lei di rimando 

- ci sono stati i ladri, almeno così pare. Questa mattina hanno trovato madre e figlia svenute all'interno del negozio devastato. Sono all'ospedale adesso e... 

Ma Serenity aveva ormai smesso di ascoltare, scioccata da ciò che aveva appena capito: non erano stati dei ladri ad entrare nel negozio, ma un mostro inviato dal Regno delle Tenebre. Ricordava ora come fosse stata Sailor Moon a distruggere il mostro, grazie all'intervento di Tuxedo Kamen. "ma questa volta Sailor Moon non c'era! Io non c'ero! E Tux... oddio, forse nemmeno lui c'era! Endy agli inizi non sapeva nemmeno di avere un alter ego e solo in conseguenza della mia trasformazione diventava Tuxedo Kamen!" 

- Serena Tzukino! Le lezioni sono ricominciate, ti spiacerebbe prestare attenzione? - le chiese ironicamente l'insegnante Serenity balbettò una risposta ma la sua mente vagò per il resto della giornata fino al termine delle lezioni. 

Fuori dalla scuola si diresse immediatamente all'ospedale, ma Naru e sua madre non potevano ricevere visite e il personale non era autorizzato a dare notizie sul loro stato di salute. Serenity si avviò verso l'uscita dell'ospedale con il viso rigato dalle lacrime e non vedendo dove andava finì con lo scontrarsi con qualcuno 

A testa bassa e con voce spezzata cominciò a scusarsi fino a quando non sentì una mano posarsi sul suo braccio e una ben nota voce replicare - non è successo niente, non ti preoccupare.. 

Alzò il viso e, tra le lacrime, vide lo sguardo sorpreso di Darien - hey, ma tu sai piangendo! Sei la ragazza che ho incontrato l'altro giorno, vero? Dimmi, cosa ti è successo? 

Senza pensare si sfogò con lui, che con gentilezza l'aveva condotta a sedere in una saletta d'attesa e le aveva prestato il fazzoletto per asciugarsi gli occhi. 

- ascolta, se mi dici il nome della tua amica, forse posso fare qualcosa... Non credo di riuscire a fartela vedere, ma penso di potermi informare sulle sue condizioni 

- davvero? il nome è Naru Osaka. Anche sua madre è ricoverata qui 

- vado subito a vedere. Aspettami qui... - Darien si interruppe e aggiunse con un lieve sorriso - non ci siamo ancora presentati, vero? Io mi chiamo Darien Chiba e sono studente di medicina e tu? 

Serenity lo guardò negli occhi e per un attimo dimenticò tutto il resto perdendovisi. 

- Sereni.. Serena Tzukino 

- torno subito, Serena... 

A lei parve di attendere un'eternità, sola in quella stanzetta spoglia, ma finalmente Darien rientrò sorridendo 

- sono lieto di darti buone notizie. La signora Osaka già domani dovrebbe essere trasferita in reparto. Invece la tua amica è ancora in osservazione per una leggera commozione celebrale ed ha un braccio rotto, ma niente di serio di cui doversi preoccupare 

Ma Serenity era ben lontana dall'essere rassicurata, e dopo averlo ringraziato vagò per le strade di Tokyo incolpandosi per l'accaduto. "è tutta colpa del mio egoismo. La mia libertà ha dunque un prezzo così alto?" Per la prima volta da quando era tornata nel passato si soffermò a chiedersi cosa ne sarebbe stato della Terra senza l'aiuto di Sailor Moon

(Cristal Tokyo)

Pluto ed Endymion si trovavano soli nello studio. La guardiana sospirò e cercò di spiegare - Serenity non ha mai accettato il suo destino ed ora, ha l'opportunità di vedere con i propri occhi cosa può accadere se si ostina a non voler diventare Sailormoon. Endymion rabbrividì - e se quella fosse la sua decisione cosa ne sarebbe di noi? - in quel caso Cristal Tokyo e i suoi abitanti spariranno come se non fossero mai esistiti e la terra sarà sotto il dominio di Metallia - perché correre questo rischio? - chiese allora il re - perché i tempi stanno per cambiare. Una nuova minaccia incombe e abbiamo bisogno della sua forza. E se non torna a credere in se stessa non ci sarà nessuna vittoria per noi - ma è assurdo! Se siamo minacciati... Pluto, portami da lei - chiese tutt'a un tratto il re lei lo guardò tristemente - mi spiace, se anche lo volessi non potrei farlo. Per mandare Serenity nel passato ho contravvenuto alla più importante delle leggi che regolano la porta del tempo... Ed ora non ho più alcun potere. - ma... come farà a tornare, allora? - sarà la sua volontà a riportarla a casa, quando sarà pronta... Io ho fiducia in lei... abbiatene anche voi...


@>-->-- continua....

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