|
Le nebbie di Avalon (film tv)
(pagina in costruzione)
Ufficialmente "Le luci di Atlantide" non
viene considerato facente parte della saga, ma personalmente sono sempre
stata convinta che ne fosse il prologo e il libro di Diana Paxton, "L'alba
di Avalon", lo ha finalmente dimostrato.
Nota: le cover che ho inserito purtroppo
non sono quelle in mio possesso, ma attualmente sono sprovvista di scanner
e ho dovuto cercare in internet
LE LUCI DI
ATLANTIDE
(Web of
Light, Web of Darkness, 1983)
In un tempo lontano, la Luce regnava
sovrana nella splendente Città del Serpente Ricurvo e uomini e donne
vivevano in quieta armonia. Ma un oscuro labirinto senza fine corre sotto
la città, una ragnatela di tenebre da cui sorge una minaccia nera come ala
di corvo, imprevedibile come il buio della notte più lunga, agghiacciante
come un fuoco inestinguibile. Grandi sono i poteri che le forze del Male
promettono a chi è disposto a rinunciare al benefico afflato della Luce,a
chi non si appaga della vivificante energia positiva del bene; il potere
assoluto della Magia, il dominio delle forze della natura, l’asservimento
totale della mente dell’uomo…
Un richiamo cui la giovane Deoris –
dagli occhi simili a violette e dalla limpida voce – non sa resistere,
sedotta dal gelido sorriso e dalla mente fervida di Riveda, il Mago che
non esita a infrangere ogni limite imposto dagli uomini e dagli dèi per
soddisfare l apropria smisurata sete di conoscenza. Per la conquista dello
spirito ribelle di Deoris, le forze della Luce – incarnate in sua sorella
Domaris e nel misterioso, tormentato, affascinante Micon di Atlantide – e
quelle dell’Oscurità si scontrano in una battaglia disperata che rischia
di sovvertire l’ordine della natura e del mondo intero, trascinando
l’umanità verso l’apocalittica Notte del Caos. Allora solo l’eterno,
ciclico riproporsi della ruota del karma riuscirà a ricomporre ombre e
luci in un perfetto, immateriale mosaico, dove ogni gesto e ogni palpito
del cuore troveranno spiegazione al di là delle semplici – troppo
semplici? – categorie del Bene e del Male…
Commento: Bellissimo a mio avviso, anche
se la trama lo presenta come una cosa pesante che non è affatto!!!!
|
L’ALBA DI AVALON di Diana
Paxton
(Ancestors of Avalon,
2005)
I Regni del mare, l’arcipelago su cui si
sono rifugiati gli abitanti di Atlantide dopo la scomparsa tra i flutti
dell’Antica Terra, sono scossi da terremoti sempre più violenti. Micail e
Tiriki, re e regina di Atharrath, sono anche i due supremi sacerdoti del
tempio della Luce, dotati di poteri soprannaturali che permettono loro di
garantire più a lungo l aresistenza dell’isola, il cui destino è però
segnato: le antiche profezie avevano previsto l’inabissamento anche della
nuova patria, lasciando tuttavia la speranza di una rinascita della
fiorente civiltà in un’altra terra. La decisione di partire è inevitabile,
e i sovrani invitano tutti i sudditi a ultimare in fretta i preparativi
dell’esodo. Il mattino della partenza, però, un altro spaventoso terremoto
scuote l’isola e Tiriki, che ha l’incarico di salvare l?omphalos, la
pietra magica ombelico del mondo, giunge al porto in ritardo, quando la
nave su cui doveva imbarcarsi Micail è già partita. La regina sale allora
su un’altra nave che inizia il periglioso viaggio verso le isole Esperidi,
dove da tempo fiorisce una colonia atlantidea. Ma una violenta tempesta fa
naufragare il vascello in un luogo sconosciuto, abitato da un popolo che
adora la Dea madre e vive nelle paludi attorno a una collina chiamata Tor…
mentre nel frattempo la nave di Micail è giunta alla sua meta, la colonia
alkoniana di Belsairath. Cominciano così le storie parallele dei due
gruppi di profughi, approdati, l’uno all’insaputa dell’altro, in due zone
non distanti delle Isole Esperidi, l’odierna Gran Bretagna: dalle loro
vicissitudini è destinata a sorgere la nuova civiltà di Avalon.
Commento: La storia che collega Le luci
di Atlantide alla saga di Avalon. L’ho comprato appena uscito ma, devo
confessare di non averlo ancora letto (e sono passati 2 anni!!!)
nonostante i protagonisti siano tanto vicini alle sorelle Domaris e
Deoiris che tanto ho amato ne Le luci.
|
LE QUERCIE DI ALBION
(The Forest House,
1993)
Un tempo, fra le quercie di Albin, la
magia aveva un grande potere e con tocco ora lieve ora energico plasmava i
destini degli uomini: così gli orgogliosi britanni si piegavano al suo
soffio, al fluire degl iincantesimi che donne potenti, Sacerdotesse della
Grande Dea, sapevano indirizzare verso il bene. Poi venne la guerra,
feroce e spietata come non mai, e la Britannia cadde nella morsa degli
arroganti dominatori romani, persuasi di poter spezzare la magia solo in
virtù del loro slancio di conquista, capace di far sorgere i ponti della
civiltà su fiumi di sangue.
Ora, nella sua sete di libertà e di
vendetta, il popolo non può che volgere le sue preghiere al luogo più
sacro, alla Casa della Foresta, segreto rifugio delle vergini
Sacerdotesse, e lo stesso fanno i druidi, chiedendo però un’impossibile
pace. Ma né il popolo né i druidi sanno che proprio nel cuore della casa
dell aForesta si nasconde colui che unirà la stirpe del Drago a quella
dell’Aquila, essendo il frutto dell’amore di Eilan (fanciulla dotata di
arcani poteri che l’hanno resa degna di diventare l aVoce della Dea) e di
Gaio, figlio di un romano e di una britanna, dunque al contempo carnefice
e vittima. E nessuno sa che tutto ciò che sembra cupo misteroe oscura
magia troverà un giorno la sua luce nel Territorio dell’Estate, laggiù
dove le nebbie ondeggiano nella valle chiamata Avalon…
Commento:
Molto bello ma triste, io ci
sono rimasta molto male anceh se poi l’ho letto più volte
|
LA SIGNORA DI AVALON
(Lady Of Avalon, 1997)
Anello di congiunzione tra le vicende
delle Quercie di Albion e delle Nebbie di Avalon, La signora di Avalon ci
conduce nella misteriosa Isola di Avalon, avovlta da impenetrabili nebbie
che soltanto le Sacerdotesse della Grande Dea possono attraversare senza
pericolo, un’isola in cui il tempo scorre secondo un ritmo arcano e
quattro secoli durano un battito di ciglia. Tre sono le Grandi
Sacerdotesse della Grande Dea che segnano indelebilmente le vicende di
Avalon in quei quattro secoli: Caillean, che protegge l’isola dagli
assalti dei romani e veglia su Gawen, ultimo erede della stirpe reale
britanna; Dierna, che guida Avalon nel periodo del declino dell apotenza
romana e dell’affermazione di genti nuove; e infine Viviana, Signora del
Lago, che difende il Sacro Graal e si lega a Taliesin, il Merlino
destinato ad assitere re Artù.
Donne di ineffabile bellezza, custodi
dei Sacri Misteri, queste Sacerdotesse governeranno l’isola talvolta con
arbitrio e capriccio, talaltra con divina lungimiranza, ma sempre con la
certezza che saranno soprattutto i loro sogni a sopravvivere e che la luce
del mondo ultraterreno non andrà perduta pe rla razza umana finchè gli
uomini continueranno a cercare consolazione in quella terra sacra chiamata
Avalon…
Commento: Trascurabile a meno di essere fan accaniti
della serie. Più che un romanzo sono tre storie separate che narrano di
diverse Signore di Avalon |
LE NEBBIE DI AVALON
(The Mists of Avalon,
1982)
nota: questo ce l’ho in edizione
economica, senza trama e io sono pessima nello scrivere trame, quindi
ricopio il Prologo, che rende perfettamente l’idea di com’è il libro!
Prologo:
PARLA
MORGANA: Ai miei tempi sono stata chiamata in molti
modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono
una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere
conosciute. Ma credo che saranno i cristiani a narrare l’ultim astoria. Il
mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il
Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano
il potere della Grande dea oppure l’avvolgono nella veste azzurra della
Signora di nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere
una vergine delle sofferenze dell’umanità?
E ora che il mondo è cambiato e Artù,
mio fratello e amante, che fu re e che sarà re, giace morto (e la gente
comune lo dice addormentato) nell’Isola Sacra di Avalon, la storia
dev’essere narrata com’era prima che i preti del Cristo Bianco venissero a
costellarla di santi e leggende.
Il mondo è mutato. Un tempo un
viaggiatore, se aveva la volontà e conosceva qualche segreto, poteva
avventurarsi con la abrca nel mare dell’Estate e giungere non già a
Glastonbury dei monaci, ma all’Isola Sacra di Avalon; allora le porte tra
i mondi fluttuavano con la nebbia e si aprivano al volere del viaggiatore.
Perché questo è il grande segreto, noto a tutti gli uomini colti del
nostro tempo: con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il
mondo che ci circonda.
Ora i preti, pensando che questo
usurpi la potenza del loro Dio, hanno chiuso le porte (che non furono mai
porte se non nelle menti degli uomini) e il percorso conduce soltanto alla
loro Isola. E affermano che quel mondo, se esiste, è il dominio di Satana,
la porta dell’Inferno.
Io non so che cosa abbia creato il
loro Dio. Nonostante ciò che è stato detto, non ho mai portato le nere
vesti delle monache. Se alla corte di Artù, a Camelot, pensarono così
quando arrivai, poiché portavo sempre le vesti scure della Gran madre
nella sua forma di maga, io non li disingannai. E verso la fine del regno
di Artù sarebbe stato pericoloso farlo, e perciò chinai la testa
all’opportunità come avrebbe fatto la mia maestra, Viviana, la dama del
Lago, un tempo la più grande amica di Artù, dopo di me, e poi sua nemica
più accanita… ancora e sempre dopo di me.
Ma la lotta ebbe termine; potei
finalmente accogliere Artù morente, non quale mio nemico e nemico della
mia dea, ma soltanto come mio fratello e come persona in punto di morte
bisognosa dell’aiuto della madre.
E così Artù giacque infine con la
testa sulle mie ginocchia, vedendo in me soltanto la maga, la
sacerdotessa, la dama del Lago; e riposò sul seno della Gran Madre dalla
quale nacque e dalla quale doveva tornare come tutti gli uomini. E forse,
mentre conducevo l’imbracazione ch elo portava via, questa volta non
all’Isola dei Preti ma alla vera Isola Sacra nel mondo oscuro al di là del
nostro, l’Isola di Avalon dove ormai potevano andare ben pochi oltre a me,
si pentì dell’inimicizia che era sorta tra noi.
Commento: Meraviglioso!!!! Un diverso
punto di vista sulla leggenda arturiana, assolutamente da non perdere!!!
|
LA SACERDOTESSA DI AVALON
(Priestess of Avalon,
2000)
Quale destino attende Eilan, venuta
alla luce soltanto grazie al supremo sacrificio della madre Rian, Somma
Sacerdotessa di Avalon? Chiamato a leggere nelle stelle il fato dell
aneonata, il Merlino di Britannia enuncia la sua profezia: “Questa bambina
vedrà il passaggio tra due mondi… Dinnanzi a lei splende il giorno, dietro
di lei c’è la strada che conduce all’ombra e ai suoi Misteri…” Una
profezia di grandezza, dunque, ma che rivela un cammino assai diverso
rispetto a quello itrapreso da qualsiasi altra sacerdotessa, e
probabilmente anche molto più doloroso, perché lontano dalla pace
dell’Isola delle Nebbie. E infatti nulla, per Eilan, sarà facile: bambina,
vivrà alla corte del padre, Re Celio di Camulodunum, in una Britannia
ormai asservita agli usi e costumi romani, al punto che il nome della
giovane principessa sarà mutato in Elena; ragazza tornerà ad Avalon, per
apprendere i segreti della Dea e diventare sacerdotessa, ma ne verrà poi
bandita a causa dell’amore per Costanzo, un giovane e valoroso soldato di
nobile lignaggio; donna, seguirà Costanzo nei suoi viaggi in tutto
l’Impero, gli rimarrà fedele anche dopo essere stata abbandonata per
ragioni politiche e alleverà suo figlio, Costantino, il futuro imperatore…
Per Elena-Eilan, le sciagure si alternano ai trionfi, le gioie alle
amarezze: proprio come il Merlino aveva presagito, dovrà lottare per
scoprire il passaggio tra il luminoso mondo reale, che ascolta gli impulsi
del cuore e ne asseconda le debolezze, e l’oscuro mondo dello spirito,
teso a cogliere la verità ultima, l’essenza eterna delle cose. E lei,
armata di una forza indomabile e di una straordinaria capacità d’amare,
lotterà sino in fondo, fino all’affacciarsi di una vita nuova in cui potrà
finalmente essere libera, solo e unicamente se stessa…
Ispirato alla vita di Sant’Elena
(247-327 d.C.)
Commento: Abbastanza bello, devo
rileggerlo però perché non me lo ricordo granchè
|

Grafica by Robin 2007 |